King Gizzard and the Lizard Wizard – Nonagon Infinity (Flightless/Heavenly/ATO, 2016)

cover_Nonagon-InfinityI KGATLW sono uno di quei gruppi che non riesci a capire se puoi prendere sul serio oppure no. E questo è un buon segno, in generale.

I sette folletti australiani sono in giro da sei anni, durante i quali hanno sfornato album a un ritmo zappiano (questo è l’ottavo, per dire), sempre all’insegna di un garage rock psichedelico dai fortissimi connotati motorik-kraut.
Hanno alternato momenti da urlo a uscite da camicioni bianchi e psicofarmaci – quelle uscite che solitamente sono appannaggio dei grandi: come quando hanno deciso di aprire il loro terzo album (Float Along – Fill Your Lungs) con un pezzone (Head On/Pill) di quasi sedici minuti; o quando si sono divertiti a fare un disco (Quarters!) di pezzi tutti lunghi uguali, con il cronometro fisso e inebetito a 10’10”; o quando, infine, si sono messi ad esplorare, senza dire né aba, i territori del folk-pop (era solo l’anno scorso e il disco s’intitola Paper Mâché Dream Balloon).

E così giungiamo a LOL e grandi passi fino ad oggi, per cuccarci infine questo piccolo capolavoro. Nonagon Infinity è un po’ la summa estetica e musicale dei King Gizzard fin qui (meglio mettere le mani avanti in casi come questo), un loop di quaranta minuti che contiene garage punk, rock crauto e progressivo, smielate nenie psych-pop e immaginario sci-fi a palate. Nonagon Infinity opens the door. Un loop serio, che suona come la creazione di un androide strafatto. Nonagon Infinity opens the door. Un loop vero, che fai fatica a scindere in tracce, le quali appaiono come i frammenti di un’unica grande suite, con trame vocali e musicali che se ne vanno e poi tornano inavvertitamente a confondere (e a rendere piacevole) l’ascolto. Nonagon Infinity opens the door. Una suite con il fuoco dentro, un simpatico e satanico falò che brucia insaziabile trascinando con sé la mente e il corpo dell’inavvertito ascoltatore in un ballo catartico e liberatore. Nonagon Infinity opens the door. I testi sono incomprensibili, ma forse un colpo di telefono a John Carpenter aiuterebbe a decifrarne il senso. E comunque fottesega, in fin dei conti, c’è così tanto rock in acido qua dentro da saziare anche il più ingordo dei bastardi. Nonagon Infinity opens the door. (8,5)

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