Ripescaggi: Furious Party – Hypocrisy Showroom (Ammonia, 2003)

img_1148_miniDomenica mattina.

Vado a pescare nella massa dei CD buttati un po’ alla rinfusa nel mobiletto basso della sala e mi trovo risucchiato dal buco nero dei primi anni Zero.

Questo coso che vedete qui accanto usciva per i tipi di Ammonia nell’ormai lontano 2003. La band era formata da Olly dagli Shandon e da altri loschi figuri della scena alternativa italiana di metà/fine anni Novanta (tali Mox, Tino e Gila), che per l’occasione si misuravano con buona maestria con le migliori firme dell’hardcore, post-hardcore e alternative metal d’oltreoceano e non (Bad Religion, Refused e Faith No More su tutti) tirando fuori un disco nient’affatto originale, ma onesto e spaccasassi come dio comanda.

Fu l’unico esemplare della sua specie e – detto oggi, a tredici anni di distanza – è un vero peccato. In macchina fa ancora la sua porca figura. Ma sul serio. Se siete fan delle band sopracitate di certo apprezzerete, se poi vi serve una spintarella ci penserà I’m Losing, qua sotto.

ps: lo trovate a pochi spicci (molti meno di quanti ne pagai io allora) su discogs.