Avec le soleil sortant de sa bouche – Pas pire pop [I Love You So Much] (Constellation, 2017)

6308264A volte, mentre sono lì a farmi devastare le palle dall’ennesimo disco revival di qualcosa, mi piglia una voglia irresistibile di musica nuova e (a me) sconosciuta e allora mi metto a spulciare siti e sitarelli alla ricerca di… qualcosa, che poi il più delle volte manco io so veramente cosa. È più o meno così che sono finito a mettere le mani su una band che si chiama come un disco di Serge Gainsbourg.

Gli Avec le soleil sortant de sa bouche vengono da Montréal e con Gainsbourg, per la verità, hanno davvero poco a che spartire (la lingua madre, a occhio). Quello che esce dai solchi di Pas pire pop [I ❤ So Much] (e che sta accompagnando le mie immersioni nel lavoro da quasi due mesi) è, invece, un densissimo, funkissimo post-rock di inclinazioni psichedelico-germaniche, spruzzato di elettronica minimale e ritmi che mettono fuoco al culo.

Una notevole opera di costruzione e decostruzione della psiche basata sul ritmo, per l’appunto, che fa battere i piedi e muovere le chiappe con irresistibili movenze funk tribali, ipnotizza con circolari riff di chitarra scampanellanti e sinuose linee di basso, distende con sulfuree divagazioni post-rock psichedeliche screziate da synth spumeggianti, e scatena la violenza con inaspettati attacchi post-hardcore/screamo/noise.

Lontanissimi echi di Fugazi, Can, Kraftwerk, Sonic Youth, The Ex e qualche funk band che non saprei nominare, svolazzano qua e là tra i pezzi (tre lunghissime tracce articolate in dieci canzoni distinte) donando all’ascolto un che di familiare e amico, ma non scivolando mai nel puro e semplice “già sentito”. Oserei persino dire che questo disco è la cosa più fottutamente originale che mi sia capitato di ascoltare da un bel po’ di tempo a questa parte.

Quella copertina, poi, non so bene per quale assurda connessione sinaptica (il giallo-nero che riporta la mente a Velvet Underground & Nico?), sembra quasi perfetta, la giusta rappresentazione di un disco psichedelico e – boh – cilindrico e una delle migliori viste quest’anno sin qui.

Quand’è così mi sa che ti sei innamorato, no?

(8)

ps: Pas pire pop [I ❤ So Much] è uscito per Constellation Records e lo trovate qui.

La gelida cassettina della domenica pomeriggio | #cassettine #loudnotes

È bastata qualche domenica pomeriggio di gennaio di quelle gelide e grigie, tutta divano, decompressione e rock’n’roll, per tornare a compilare le fantastiche cassettine da mettere sul blog. La cassettina in questione, che poi cassettina non è più essendo stata degradata al rango di misera playlist iutubica (Everyone’s Myxtape è ancora online ma tace), contiene i pezzi che più mi hanno scaldato, emozionato e divertito tra quelli usciti in questi primi scampoli di 2017.

C’è un po di punk (una spruzzatina di settantasette e due pizzichi di post), un po’ di psichedelia in diverse salse, noise rock, garare rock e persino un po’ di folk. E qualche scintilla di fiera attitudine “combat” (che nel caso degli Gnod è quasi incendio).

Una bella colonna sonora per questo presente infame bastardo.

Buon ascolto e buona domenica pomeriggio.

Tracklist:

  1. Cyanide Pills – Stop and Search
  2. Ty Segall – Break a Guitar
  3. Gnod – Bodies for Money
  4. Cristal Fairy – Cristal Fairy
  5. The Underground Youth – Amerika
  6. Moon Duo – Cold Fear
  7. Angel Olsen – Fly on Your Wall
  8. Wire – Short Elevated Period
  9. Chavez – The Bully Boys
  10. Meat Wave – The Incessant
  11. The Black Angels – Currency
  12. All Them Witches – Alabaster
  13. Mark Lanegand Band – Nocturne
  14. Julie’s Haircut – Salting Traces
  15. Bill Fay – Shame